Rigenerazione: tra progresso e sviluppo eco-sostenibile
L' atteggiamento da assumere verso il progresso ha sempre costituito un dilemma per le civiltà di tutto il mondo. Verga lo definiva un'enorme "fiumana", che travolge tutto ciò che incontralungo il suo corso. Lungi dal conferire alla parola progresso una valenza totalmente negativa, come fa lo scrittore siciliano, e senza soffermarsi su esempi particolari, è tuttavia innegabile che troppo spesso i termini progresso e salvaguardia dell' ambiente si sono collocati agli antipodi. Se da un lato il progresso è stato un alleato dell'uomo, dall'altro si è rivelato suo nemico, perché se da un certo punto di vista ha significato miglioramento delle condizioni di vita, dall'altro ha significato distruzione di un inestimabile patrimonio preesistente ed imprescindibile: quello del suo habitat naturale. Per secoli si è continuato ad agire senza curarsi della gestione della risorsa ambientale, pensando che si trattasse di una risorsa dalla disponibilità illimitata. I fatti hanno invece dimostrato che illimitata non è. L'acquisizione di questa consapevolezza ha portato, negli ultimi anni, ad un cambiamento di tendenza, lento ma progressivo. È, infatti, in crescita il numero di iniziative volte a preservare ed a valorizzare l'ambiente che si stanno promuovendo, avvertendo sempre più l'esigenza di conciliare il progresso e lo sviluppo economico con la salvaguardia ambientale: si sta cercando, in breve, di realizzare effettivamente una politica di sviluppo "ecosostenibile".
In questo contesto, la rigenerazione costituisce un esempio di sviluppo eco-sostenibile per antonomasia. Essa rappresenta, in effetti, uno dei rarissimi casi in cui progresso, risparmio economico e salvaguardia dell' ambiente non sono parole in contrasto tra loro.
Rigenerare: dal latino "regenerare", composto di re + generare, significa generare di nuovo, restituire a nuova vita. E si tratta di una restituzione a nuova vita che non presuppone alcuna distruzione. Si restituisce a nuova vita una cartuccia per consentirne il riutilizzo, in conformità con la "filosofia" del "Decreto Ronchi".
